martedì, 30 gennaio 2007



Cerco un modo, un modo per capire. Per capire cosa abbia significato nella mia e nell’altrui vita un incontro fugace. In cosa siano trasmutati il dono del tempo e della cura. Quale vuoto abbiano colmato il contatto e l’attenzione nella temporanea anomala dislocazione dell’altro nel mondo. Sono stanca di interpretare il nulla residuo che si muove nelle zone d’ombra. Stanca di un’immaginazione che non produce che domande. L’arte del tacere è solo la favola bella di chi nega le parole nel tempo in cui bisognerebbe parlare. Facile, a senso unico, al riparo dalle relazioni interpersonali che fanno di noi quello che siamo.

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lunedì, 22 gennaio 2007



Dovrei scrivere quella lettera a ***. Vorrei. È l'ultima possibilità per capire. Non si possono seppellire i vivi: ho bisogno di toccare la morte con mano. Dovrei scrivere a *** e offrire la mia nudità, la mia vulnerabilità all'eventualità di un altro silenzio. Ho scritto quella lettera cento volte nella mente, mentre camminavo e non mi curavo della vita intorno. Ed ora non riesco a tirarla fuori, e credo sia un timore definitivo e assoluto. Non di capire, ma di perdere per sempre questa possibilità.

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martedì, 02 gennaio 2007



Non so come sia stato possibile ma ho rimesso in ordine molte cose. Sarebbe stata la terza agenda a custodire nelle sue pieghe quel foglio di carta preziosa che il tempo sembra non consumare, la tua scrittura, il tuo bene per me. Ha perso il suo profumo, non ha odore che ad occhi chiusi io possa riconoscere. L'ho accarezzato piano credendo di sentire asperità e dolcezza sotto le dita, immaginando un inchiostro capace di macchiare ancora i miei sogni. Una lancia scagliata e conficcata nel cuore, e ancora continua a vibrare; ho sentito un nodo alla gola, l'ho ripiegato con cura e l'ho chiuso nel libro della tua vita. L'ho restituito al suo tempo, come piace a te.

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