Ho chiuso momentaneamente il libro. 675 frammenti e migliaia di gusci vuoti sono la misura di questo tempo scavato a mani nude dentro di me. Un tempo senza margini né sponde cui aggrapparsi, due anni di vita sbriciolati dallo sfinimento. Non ho nessuno da
attendere, qui, e in ogni senso, mi sento come essermi amputata un braccio, una gamba, come mi fossi strappata gli occhi. O il cuore. Mentre all'occasione ritorni nelle mie parole altrove, senza una parola né un gesto, senza salvare nulla.
Siamo anime. D’amore o di niente.