La pioggia restituisce congedi e straniamenti, treni e paesaggi in fuga. Sono venuta di fronte al mare con una matita, il taccuino e le domande in tasca, sbriciolandole nell'affondare le mani fredde e il vapore del fiato corto. Mi arriva uno mms da uno sconosciuto, un viso e un messaggio sospeso:
Non è per niente facile. Ma... Un errore, naturalmente, ma quelle parole sono coincidenze involontarie e potenziali, si incastrano nei minuti che mi restano prima di ricominciare la corsa, rigano il vetro della macchina e sfaldano il profilo del lungomare deserto. La pioggia gocciola da ogni spigolo e si infiltra in ogni crepa. Penso che è un lustro d'anima terremotata che non si chiude. Che stavo ricostruendo quando è crollata ancora.
Non è per niente facile. Ma... per un attimo avrei voluto che quelle parole fossero proprio per me. Ero andata di fronte al mare ad aspettarti, ma come sempre – da settecento giorni più o meno – non sei arrivato.