Da quando mi affido a un quaderno virtuale questo è il più grosso buco nero che io ricordi. Da quattro anni a questa parte ho chiuso, aperto, recuperato, traslocato, ma l’urgenza di un faccia a faccia con il foglio bianco non è mai venuta meno, e i buchi erano solo tempo che non c’era, distacco, lontananza. Ora invece tempo ci sarebbe, ma la testa è vuota. Neppure passo di qui, non apro, non sfoglio. Non cerco ispirazioni di sorta, o è più probabile che ciò che mi attraversa sia privo di sensi. Tanto che non trovo le parole, neppure per rispondere a ***, ora che finalmente ho a portata di mano un aiuto per capire, dopo aver passato mesi di pensieri furiosi a rumoreggiare ovunque mi rifugiassi. E invece piuttosto che tirar fuori ancora dispiaceri e fantasmi continuo a rimandare da un giorno all’altro, a guardare dalla finestra, a raggiungere di corsa la spiaggia e la riva. Dovrei rispondere, ma sono lontanissima e c’è troppo mare, anche dentro.