Un libro che si chiude, una corrispondenza che si interrompe, una coincidenza che si perde, una valigia che non si torna indietro a reclamare, un filo che si spezza, un cristallo che si incrina, un vento improvviso che si alza laddove le parole gocciolano a fatica, la neve che non c’è. Hanno in comune la fine di un mondo.
Una vita simbolica intensa ha bisogno dei suoi riti ed anche dei suoi esorcismi. Mi separo da tutto questo in modo concreto: un libro-quaderno come una grande scatola dei giochi per l’unico destinatario cui restituire ciò che non mi appartiene più, in copia unica. E l’unica dedica possibile, ambigua quanto basta e come questa storia esige:
l’ultimo dono. L'ultimo per me, ma anche
da me. Un giorno partirà.
Il mare esige separazione e dimenticanza.