Rileggerti a distanza sotto l'intemperanza del cielo. Vorrei poter dimenticare in un angolo certi pensieri sincronici come accade con gli ombrelli [verso cui sono insofferente]. O sfilarli di dosso come un impermeabile.
[Sembrava piovesse invece gocciolavano sinestesie].
Lei ha fatto benissimo. Mi creda oggi è una buona giornata per lei. Sono delle decisioni che costano, lo so, ma noi intellettuali, dico noi perché la considero tale, abbiamo il dovere di rimanere lucidi fino alla fine. Ci sono già troppe cose superflue al mondo, non è il caso di aggiungere altro disordine al disordine. [...] No, mi creda, non abbia né nostalgia né rimorso. Distruggere è meglio che creare quando non si creano le poche cose necessarie. [...] Meglio lasciar andare giù tutto e far spargere sale, come facevano gli antichi per purificare i campi di battaglia. In fondo avremmo solo bisogno di un po' di igiene, di pulizia, di disinfettare. Siamo soffocati dalle parole, dalle immagini, dai suoni, che non hanno ragione di vita, che vengono dal vuoto e vanno verso il vuoto. A un artista veramente degno di questo nome non bisognerebbe chiedere che quest'atto di lealtà: educarsi al silenzio. [...] E a lei che cosa importa cucire insieme i brandelli della sua vita, i suoi vari ricordi, o i volti delle persone che non ha saputo amare mai?